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Il caso: Quando la funzione Qualità di una società di consulenza specializzata in System Integration ha sentito l’esigenza di verificare quanto il proprio sistema di Project Management fosse realmente allineato alla normativa ISO 21500, è emersa una domanda cruciale: stiamo gestendo i progetti nel modo più efficace, coerente e riconosciuto a livello internazionale? |
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L'intervento di PMProgetti: Per rispondere con chiarezza, l’azienda ha scelto di affidarsi a PMProgetti. Il nostro intervento è iniziato con un ascolto attento delle esigenze interne e delle dinamiche operative quotidiane. Da lì, abbiamo avviato un assessment completo dell’intero sistema di Project Management, con l’obiettivo di misurare non solo la conformità alla ISO 21500, ma anche la maturità complessiva dei processi e la loro capacità di sostenere la crescita dell’organizzazione. Per farlo, abbiamo utilizzato il nostro modello di assessment proprietario, frutto dell’integrazione tra le migliori pratiche internazionali di PMI, IIBA e ISO. Questo approccio ci ha permesso di analizzare ogni area con rigore metodologico, ma anche con sensibilità verso la cultura aziendale e le specificità operative del cliente. Il valore aggiunto è arrivato dalla competenza dei nostri consulenti: professionisti che conoscono la ISO 21500 non solo in teoria, ma anche nella sua evoluzione normativa, avendo contribuito direttamente alla redazione della norma UNI collegata. Questa esperienza ci ha permesso di interpretare lo standard con profondità e di tradurlo in indicazioni concrete, chiare e immediatamente applicabili. Il risultato è stato un quadro preciso dello stato attuale, accompagnato da raccomandazioni pratiche che hanno aiutato l’azienda a rafforzare il proprio sistema di Project Management e ad avvicinarsi con sicurezza ai requisiti della ISO 21500. |
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Il caso: Quando siamo entrati per la prima volta in azienda, l’atmosfera era un misto di entusiasmo e frustrazione. Il cliente – un’importante realtà che produce sistemi frenanti per treni – aveva appena creato la sua nuova unità di Project Management. Era un passo strategico, atteso da tempo. Ma come spesso accade, i primi mesi avevano portato alla luce più domande che risposte. I Project Manager erano competenti (anche certificati) e motivati, ma mancava una direzione comune. I progetti partivano in ritardo, le responsabilità interne non erano chiare, i dipartimenti comunicavano “a scatti”, e i meeting con il cliente… beh, erano diventati un rituale caotico che lasciava tutti con più dubbi che certezze. Era evidente che l’azienda aveva bisogno non solo di strumenti, ma di una metodo integrato e condiviso e di un modo nuovo di lavorare insieme. |
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L'intervento di PMProgetti: In PMProgetti crediamo che ogni trasformazione inizi dall’ascolto. Per questo abbiamo avviato un assessment approfondito dell'organizzazione: persone, processi, documenti, abitudini, punti di forza e criticità. Quello che è emerso era chiaro:
Non serviva “aggiustare” qualcosa: serviva costruire un sistema. Abbiamo scelto insieme un progetto pilota, uno di quelli strategici, dove ogni miglioramento avrebbe avuto un impatto immediato. E da lì abbiamo iniziato a lavorare su tre livelli: Quick Wins - interventi immediati, concreti, che potessero dare risultati visibili in poche settimane:
Interventi strutturali - le fondamenta del nuovo modo di lavorare:
Supporto operativo - non ci siamo limitati a “consigliare”, ma abbiamo affiancato il Project Manager passo dopo passo, applicando insieme la metodologia e adattandola alla realtà dell’azienda. Il risultato, quando il metodo diventa cultura: Dopo poche settimane, il progetto pilota ha iniziato a cambiare volto. Le riunioni erano più ordinate, le responsabilità più chiare, il cliente più soddisfatto. Il team interno ha iniziato a vedere il valore del metodo, non come un vincolo, ma come un alleato. E a quel punto è successo ciò che speravamo: l’azienda ha deciso di estendere il nuovo modello a tutti i progetti. Non era più “il progetto pilota”. Stava diventando il nuovo modo di lavorare. Perché questa storia conta? Perché racconta una verità semplice: un reparto di Project Management non nasce maturo. Si costruisce, si affina, cresce insieme alle persone che lo vivono ogni giorno. E quando si trova il giusto equilibrio tra metodo, strumenti e supporto, i risultati arrivano. Sempre. E saper ascoltare è sempre la chiave di ogni giusta soluzione. |
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Il caso: C’erano più di 200 progetti in corso, quattro sedi sparse in Italia e decine di team che ogni giorno correvano per consegnare soluzioni tecnologiche ai clienti. Una grande realtà ICT, abituata a integrare sistemi complessi, si trovava davanti a una sfida nuova: mettere ordine nella propria conoscenza interna e definire una metodologia di Project Management capace di sostenere la crescita e la certificazione di qualità appena avviata. Il problema non era la competenza. Era la dispersione. Informazioni preziose vivevano nei singoli team, nei documenti personali, nelle chat, nelle email. Ogni progetto era un mondo a sé. E l’azienda sentiva che così non poteva più funzionare. |
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L'intervento di PMProgetti: Quando siamo arrivati, abbiamo iniziato ascoltando. Abbiamo osservato i progetti, parlato con i team, analizzato i flussi di lavoro e le competenze delle risorse. Per farlo abbiamo utilizzato un nostro tool proprietario di assessment, che ci ha permesso di fotografare con precisione il contesto e le reali esigenze dell’organizzazione. Da quella fotografia è emersa una verità semplice: serviva una metodologia di Project Management chiara, condivisa e sostenibile, e un sistema di Knowledge Management che permettesse alle persone di collaborare davvero, oltre le sedi e oltre i singoli progetti. Dal caos alla struttura, il percorso: Abbiamo costruito la metodologia di gestione dei progetti seguendo un approccio a fasi, basato sul miglioramento continuo. Niente rivoluzioni improvvise: abbiamo iniziato dai quick win, quei piccoli interventi immediatamente utili che fanno respirare i team e mostrano subito il valore del cambiamento. Parallelamente abbiamo studiato le principali piattaforme di Knowledge Management presenti sul mercato. Le abbiamo valutate confrontando funzionalità, scalabilità, integrazione e usabilità. La scelta del prodotto è diventata chiara. E da lì è iniziata l’implementazione:
Il risultato, una conoscenza che finalmente circola: Oggi il sistema di Knowledge Management è utilizzato oggi da oltre 2.000 persone. Il valore: dal caos alla collaborazione. La metodologia di Project Management è diventata un riferimento comune, un linguaggio condiviso che unisce team e sedi diverse. L’azienda non solo ha raggiunto gli obiettivi di qualità, ma ha costruito una base solida per crescere ancora, con più consapevolezza e meno dispersione. |
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