![]() |
Ogni team attraversa un percorso di crescita. Non importa quanto siano competenti le persone, quanto sia chiaro il progetto o quanto sia solida la metodologia: un gruppo non diventa “team” da un giorno all’altro. Bruce Tuckman lo ha descritto in modo magistrale nel suo modello del 1965, ancora oggi uno dei riferimenti più utilizzati in Agile, Scrum e Project Management. Secondo Tuckman, ogni team attraversa cinque stadi di sviluppo: 1. Forming Il ruolo dello Scrum Master, il leader a servizio dello Scrum Team, è fondamentale in ciascuno di questi passaggi. Lo Scrum Msater non è un facilitatore generico: è la figura che aiuta il team a evolvere, a superare i conflitti, a trovare il proprio ritmo e a diventare davvero autonomo. Vediamo come. |
1. Forming: Il team nasce
In questa fase le persone si conoscono, sono formate (sul progetto e su Scrum), caute, un po’ trattenute. C’è entusiasmo, ma anche incertezza: “Come lavoreremo insieme? Quali sono le aspettative? Chi decide cosa? Quale il mio ruolo? Quali le aspettative su di me e sul Team?”. Lo Scrum Master qui è soprattutto un costruttore di sicurezza psicologica. Cosa può fare lo Scrum Master:
- Facilitare un kick-off chiaro, con obiettivi, ruoli e aspettative.
- Introdurre le regole del gioco Scrum: eventi, artefatti, responsabilità.
- Favorire attività di team building leggero, per rompere il ghiaccio.
- Aiutare il Product Owner a presentare una visione ispirante.
- Proteggere il team da pressioni esterne mentre prende forma.
- Definire il Team Charter.
- Aiutare i Developer a conoscere gli Stakeholder del progetto.
Il messaggio chiave in questa fase è: “Siamo qui per costruire qualcosa insieme, e io vi aiuterò a farlo nel modo migliore. Non siete soli.”
Alcune tecniche utili:
- Working Agreements: Il team definisce insieme le regole del gioco: comunicazione, disponibilità, gestione dei conflitti, qualità.
- Product Vision Workshop: Facilita il PO nel raccontare la visione e aiuta il team a interiorizzarla.
- User Story Mapping (Jeff Patton): Perfetto per creare una comprensione condivisa del prodotto.
- Team Canvas: Per allineare valori, obiettivi, ruoli, aspettative.
- Icebreaker strutturati, non banali: “Personal Maps”, “History of Work”, “Draw the Team”.
- Stakeholder analysis: per capire gli stakeholder del progetto.
- Scrum Values Game: questa tecnica è stata inventata da PMProgetti e consiste in un gioco mirato ad approfondire il significato dei Valori di Scrum per aiutare il team a comprenderli.
2. Storming: Il team lavora, nascono i conflitti
È la fase più delicata. Le persone iniziano a esprimere opinioni diverse, emergono tensioni, si discutono priorità, modi di lavorare, responsabilità. È il momento in cui molti team si bloccano. Lo Scrum Master qui diventa un facilitatore di conflitti "sani". Cosa può fare lo Scrum Master:
- Facilitare conversazioni difficili con tecniche come Liberating Structures, Lean Coffee, Constellation.
- Aiutare il team a distinguere tra cause del conflitto ed effetti, problemi di processo e problemi personali.
- Chiarire la differenza fra posizione e interesse nella gestione del conflitto, e spiegare le tecniche per la gestione.
- Guidare retrospettive mirate su comunicazione, collaborazione, ruoli.
- Promuovere la trasparenza: impedire che i conflitti restino nascosti.
- Proteggere il team da pressioni esterne che amplificano lo stress.
Il messaggio chiave è: “Il conflitto è normale in un team, e libera la comunicazione. Usiamolo per apprendere e crescere.”
Alcune tecniche utili:
- Liberating Structures: Come 1-2-4-All, per far emergere opinioni senza scontro diretto; Heard, Seen, Respected, per gestire conflitti emotivi; TRIZ, per far emergere comportamenti disfunzionali; Retrospective “5 Whys”, per andare alla radice dei problemi.
- Conflict Mapping: Per distinguere problemi di processo da problemi personali.
- Nonviolent Communication (NVC): Per facilitare conversazioni difficili.
- Conflict Game: questa tecnica è stata inventata da PMProgetti e consiste in un gioco di scambio di parti per capire i punti di vista diversi nei conflitti.
3. Norming: Il team trova il proprio ritmo
Dopo aver attraversato lo Storming, il team inizia a stabilizzare relazioni, processi e abitudini. Le persone si ascoltano di più, collaborano meglio, si fidano. Lo Scrum Master qui è un allenatore che consolida le buone pratiche, processo necessario per costruire il miglioramento continuo su basi solide. Cosa può fare lo Scrum Master:
- Rafforzare le regole condivise (Definition of Done, Definition of Ready, Working Agreements).
- Aiutare il team a migliorare la qualità del backlog e delle stime.
- Facilitare retrospettive orientate al miglioramento continuo.
- Promuovere autonomia e ownership.
- Aiutare il team a misurare i propri progressi (velocity, lead time, flow).
- Sostenere il Product Owner a rinforzare il messaggio del progetto.
- Communication Game:
Il messaggio chiave è: “Ora che abbiamo trovato un equilibrio, stabilizziamo i processi e rafforziamo la collaborazione.”
Alcune tecniche utili:
- Definition of Done + Definition of Ready: Per stabilire standard di qualità e preparazione.
- Refinement strutturato, con tecniche come: Planning Poker, T-Shirt Sizing, Three Amigos, Kaizen Board. Per rendere visibile il miglioramento continuo.
- Retro “Start / Stop / Continue”: Semplice, efficace, perfetta per consolidare pratiche.
- Communication Game: questa tecnica è stata inventata da PMProgetti e consiste in un giochi di ruolo per comprendere tutti gli aspetti della comunicazione (contenuto, paraverbale, body-language, emozionale).
4. Performing: Il team vola
È la fase in cui il team è autonomo, maturo, efficace. Le persone collaborano in modo naturale, risolvono problemi da sole, prendono decisioni rapide, mantengono alta la qualità. Lo Scrum Master qui diventa un servant leader che rimuove ostacoli e protegge l’eccellenza. Cosa può fare lo Scrum Master:
- Rimuovere impedimenti complessi che il team non può gestire da solo.
- Proteggere il team da interferenze, scope creep, pressioni esterne.
- Favorire innovazione, sperimentazione, continuous improvement.
- Supportare il Product Owner nella strategia e nella value delivery.
- Preparare il team a gestire eventuali regressioni (nuovi membri, cambi di contesto).
- Sfidare il team (challenging) a diventare sempre più forte.
- Creativity Game: questa tecnica è stata inventata da PMProgetti e consiste in un gioco di sfide per potenziare la creatività del team.
Il messaggio chiave è: “Siamo un team ad alte prestazioni, ma possiamo e dobbiamo sempre migliorarci.”
Alcune tecniche utili:
- Value Stream Mapping: Per ottimizzare il flusso e ridurre sprechi.
- Metrics avanzate: Lead Time, Cycle Time, Throughput, Flow Efficiency, Cumulative Flow Diagram, Experiment Canvas. Per introdurre innovazione continua.
- Delegation Poker (Management 3.0): Per aumentare autonomia e ownership.
5. Adjourning: Il team si scioglie (e lascia un’eredità)
Non tutti i team restano insieme per sempre. A volte un progetto finisce, le persone cambiano ruolo, l’organizzazione si evolve. È la fase dell’Adjourning, introdotta da Tuckman nel 1977: il momento in cui il team si scioglie, o qualcuno dei membri lascia il team. È una fase spesso sottovalutata, ma fondamentale. Le persone possono provare soddisfazione, nostalgia, incertezza, persino ansia. Il rischio è chiudere in fretta, senza valorizzare ciò che è stato costruito. Qui lo Scrum Master diventa un custode della memoria e della transizione. Cosa può fare lo Scrum Master:
- Facilitare una retrospective finale dedicata ai successi, alle lezioni apprese e ai momenti significativi.
- Celebrare i risultati: riconoscere pubblicamente il contributo di ciascuno.
- Aiutare le persone a elaborare la chiusura, soprattutto se il team era molto coeso.
- Documentare le pratiche che hanno funzionato, così che possano essere riutilizzate da altri team.
- Supportare la transizione verso nuovi progetti o nuove squadre.
- Collaborare con il management per garantire che il know‑how non vada perso.
Il messaggio chiave è: “Il team si scioglie, ma ciò che avete costruito deve rimanere.”
Alcune tecniche utili:
- Retrospective “Appreciation Wall”: Ogni membro riconosce il contributo degli altri.
- Timeline Celebration: Si ripercorrono momenti chiave, successi, difficoltà superate.
- Lessons Learned Canvas: Per trasferire conoscenza ad altri team.
- Knowledge Transfer Plan: Per evitare perdita di know‑how.
- Cerimonia di chiusura: Una celebrazione che dà senso alla fine del ciclo.
Perché questo modello è così utile in Agile? Perché ricorda una verità semplice: i team non diventano performanti per caso. Serve tempo. Serve guida. Serve un contesto sicuro. Serve uno Scrum Master che sappia leggere le dinamiche e intervenire nel modo giusto, al momento giusto. E soprattutto serve consapevolezza: ogni team può regredire a uno stadio precedente quando cambia qualcosa (nuovi membri, nuove pressioni, nuove tecnologie). Il modello di Tuckman aiuta a capire cosa sta succedendo e come reagire. La cosa peggiore da fare in un progetto Scrum? Rinunciare allo Scrum Master o minimizzarne l'importanza - ci cuole davvero poco a distruggere un team.
Se vi interessa approfondire l'uso delle tecniche Agili per potenziare il team, potete scriverci all'indirizzo
