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Il caso: Dopo una lunga collaborazione durata 5 anni e aver avviato l'azienda (una multinazionale) agli approcci Agili, il contesto era chiaro fin dal primo giorno: sei team internazionali, distribuiti in più di 12 paesi, chiamati a risolvere problemi tecnici complessi su macchine confezionatrici installate in tutto il mondo. Ogni problema era un progetto a sé: diverso cliente, diverso contesto, diverse condizioni operative. Un programma così non si governa con processi standard. Serve metodo, ma anche sensibilità culturale. Serve struttura, ma anche adattamento. Serve Agile, ma Agile vero. E così è iniziato un viaggio lungo quattro anni. |
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L'intervento di PMProgetti: Il punto di partenza comprendeva sei team distribuiti nel mondo, tante culture, un’unica sfida. Come si crea un linguaggio comune tra persone che vivono in paesi diversi, parlano lingue diverse, hanno abitudini professionali diverse? Come si costruisce un modo di lavorare condiviso quando ogni team ha problemi diversi? Il nostro approccio: partire dalle basi, insieme. Abbiamo iniziato da ciò che per noi è fondamentale: la formazione.
La complessità quotidiana: priorità, culture, fornitori. Ogni team aveva un proprio Product Backlog, perché ogni cliente aveva esigenze diverse. La priorità dei problemi cambiava spesso, e le soluzioni più complesse richiedevano il coinvolgimento di aziende meccaniche terze. Per evitare che i team si isolassero, abbiamo introdotto:
L’obiettivo era semplice: rendere visibile il lavoro, per renderlo migliorabile. La sfida del roll-out: dopo la partenza del primo team, la sfida è stata far partire tutti gli altri 5 team in 4 mesi. È stato un lavoro intenso, fatto di:
E ce l’abbiamo fatta. Tutti i team sono partiti nei tempi previsti. Scrum e SAFe: quando serve coordinare, non complicare. Per gestire i momenti di pianificazione inter-team - soprattutto quando più team lavoravano sullo stesso cliente o sulle stesse macchine - abbiamo integrato elementi di SAFe e Nexus. Non per creare burocrazia. Ma per dare ai team un modo semplice e strutturato per:
È stato uno dei passaggi più apprezzati dai team, perché ha trasformato la complessità in collaborazione. Quattro anni dopo: cosa è cambiato davvero? Non è cambiato solo il modo di lavorare. È cambiata la cultura. I team hanno imparato a:
E soprattutto, hanno imparato a fidarsi del processo. La verità è che questo non è stato un progetto (programma). È stata una trasformazione. Una trasformazione fatta di persone, non di strumenti. Di conversazioni, non di procedure. Di piccoli miglioramenti quotidiani, non di grandi annunci. E per noi, essere parte di questo percorso per oltre quattro anni è stato un privilegio. |
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